Ambiente

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L’ambiente come leva principale per lo sviluppo. Per un nuovo tipo di sviluppo. Questa è l’operazione che ha avviato Barack Obama indicando i nuovi standard ecologici per il settore automobilistico. Si tratta di un’operazione senza precedenti negli Usa. Perché ribalta come un guanto non solo una prassi, ma anche un’idea. L’idea che i vincoli ambientali siano lacci e lacciuoli da tagliare, perché frenano lo sviluppo. Barack Obama scommette, invece, su quello che Giorgio Ruffolo ha argutamente chiamato “lo sviluppo dei limiti”.

Facciamo dei limiti posti dall’ambiente su cui si esercita una pressione umana crescente lo spazio per favorire lo sviluppo, ecologicamente sostenibile, delle forze produttive. L’operazione è tanto più significativa sia perché avviene nel pieno di una crisi economica – anzi della peggiore crisi economica del dopoguerra – sia perché parte da un settore, i trasporti privati su gomma, che è considerato tra i più aggressivi nei riguardi dell’ambiente. Qualcuno sostiene che è una scommessa impossibile. Ma vale la pena di tentarla. Per almeno due motivi. Perché Barack Obama sta delineando un politica ambientale ed energetica organica. Che mira, nel medesimo tempo, ad almeno tre grandi obiettivi: innovare la produzione per diminuirne l’impatto ambientale; modificare il paradigma energetico accelerando la transizione dalle fonti fossili alle fonti rinnovabili; prevenire i cambiamenti climatici riducendo le emissioni di gas serra.

Per realizzare questa politica, Obama si è dotato di uno staff tecnicoscientifico all’altezza: centrato su almeno tre figure chiave: il premio Nobel per la fisica Steven Chu, posto a capo del Dipartimento dell’Energia (Doe); il fisico John Holdren, un altro grande esperto di “energia verde”, posto a capo dei suoi consiglieri scientifici; Lisa Jackson, posta a capo dell’Agenzia per l’ambiente (EPA) col preciso mandato di aumentarne il “tasso scientifico”. Queste persone dovranno riuscire nell’impresa di: portare gli Stati Uniti fuori dalla crisi economica; cambiare il paradigma energetico; cambiare la specializzazione produttiva del paese. Un’impresa titanica, almeno come lo sbarco sulla Luna in meno di un decennio indicata da un altro giovane presidente, John F. Kennedy.

Dunque, non è un’impresa facile. Qualcuno sostiene che è pressoché impossibile. In ogni caso avrà un’enorme influenza in Europa e nel mondo. L’Unione si ritrova con un potente alleato sia per realizzare il progetto “20-20-20 entro il 2020″ (20% di risparmio energetico, 20% di rinnovabili, 20% di riduzione delle emissioni serra) sia per portare il mondo “oltre Kyoto”.

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One Comment su “Ambiente”


  1. http://iht.greenpeace.org/

    Sarkozy: Nuclear is dead

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    BY FRANÇOISE BOUTON
    PARIS – He’s a man that many love to hate, even in his own country. French president Nicolas Sarkozy is often satirized as controlling and pushy and with a bling lifestyle and trophy wife whom he loves to flaunt. As his many critics analyze Sarkozy’s complex […]

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