Integrazione

La nostra è una società sempre più multiculturale, una comunità nella quale i contatti tra gruppi etnici differenti si stanno intensificando. Entrare in contatto con altri modi di vivere, di sentire, di rapportarsi alla realtà amplia le nostre prospettive e ci rende capaci di forme di adattamento sconosciute alla specie umana.

Il fatto di costituire una società basata sulla ricchezza multietnica potrebbe rappresentare per l’uomo in futuro un importante vantaggio evolutivo, che potrebbe rafforzare la grande capacità che l’uomo ha di far valere le sue parti psichiche cognitive nel suo gestire il mondo che lo circonda.

La prospettiva multiculturale ci rende capaci di comprendere che siamo tutti membri di un’unica comunità, che dovrebbe evitare i conflitti etnocentrici, ma soprattutto ci rende capaci di agire in funzione della salvaguardia del gruppo umano nella sua generalità. In una società come la nostra aperta alla multiculturalità si può parlare di integrazione?

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3 commenti su “Integrazione”


  1. La nostra è una società sempre più multiculturale, una comunità nella quale i contatti tra gruppi etnici differenti si stanno intensificando. Entrare in contatto con altri modi di vivere, di sentire, di rapportarsi alla realtà amplia le nostre prospettive e ci rende capaci di forme di adattamento sconosciute alla specie umana.

    Il fatto di costituire una società basata sulla ricchezza multietnica potrebbe rappresentare per l’uomo in futuro un importante vantaggio evolutivo, che potrebbe rafforzare la grande capacità che l’uomo ha di far valere le sue parti psichiche cognitive nel suo gestire il mondo che lo circonda.

    La prospettiva multiculturale ci rende capaci di comprendere che siamo tutti membri di un’unica comunità, che dovrebbe evitare i conflitti etnocentrici, ma soprattutto ci rende capaci di agire in funzione della salvaguardia del gruppo umano nella sua generalità. In una società come la nostra aperta alla multiculturalità si può parlare di integrazione?

  2. Giusy Says:

    bah leggendo di prospettive multiculturali, integrazione, società aperta sono un pò perplessa. Siamo in pochi a pensare che l’Europa sia questo, il resto si indigna perchè la Corte Europea dei Diritti dell’uomo dice che tutto sommato non è necessario avere il crocefisso nelle aule. In effetti mi indignerei di più perchè manca la foto del Presidente della Repubblica o perchè non è obbligatorio lo studio della Costituzione ( ma mi sa che sarei tacciata di laicismo estremo). Non è per legge che deve essere appeso questo simbolo sacro, è una consuetudine e “l’opinio iuris seu necessitatis” è per sua stessa natura soggetta ad eventuale cambiamento. Il mondo si è evoluto perchè persone comuni hanno deciso di lottare e cambiare le cose… ora non vado a sindacare sul caso specifico. mi chiedo solo: è giusto leggere e sentire parole tipo “statti a casa tua, sei ospite, sottostai alle nostre regole ecc ecc”?? Invece di andare avanti andiamo indietro e non considerare che da qui a qualche anno grazie alla globalizzazione, alla mobilità internazionale ci saranno cittadini italiani bianchi neri gialli e blu che professeranno altre religioni o può darsi pure saranno atei. Questo secondo me non significa arrendersi allo straniero venuto per offendere le nostre secolari tradizioni ma aprire uno discorso critico/costruttivo sulle scelte da fare per realizzare davvero una società democratica Aperta (mentalmente oserei direi). Utopia?? Ai posteri l’ardua sentenza!

    • Alessandra Says:

      Sono completamente d’accordo con Giusy.
      Aggiungo di piu’: sposata con un uomo non italiano e con bambini di diverse “etnie” mi sono trovata a vivere sempre all’estero e tutto è sempre andato bene…purtroppo dall’estate scorsa siamo in Italia e questo popolo osannato per la sua ospitalità non ci ha accolto molto bene (pur essendo io italiana). Abbiamo vissuto (e stiamo vivendo) sulla nostra pelle la difficoltà di integrazione nel tessuto sociale italiano. Insomma siamo considerati gente non di qui, gente diversa, immigrati.
      Immigrati…
      Spesso si tende a dimenticare che i panni dell’immigrato, costantemente sotto accusa, sono stati in passato indossati anche da uomini, donne e bambini italiani. Gente che ha lasciato il proprio villaggio per cercare da mangiare e per guadagnare qualche soldo dall’altra parte delle montagne, oltre le frontiere, al di là degli oceani.L’emigrazione è stata una pagina importante della nostra storia economica e sociale.
      Ecco, questo si dovrebbe dire ai bambini sui banchi di scuola ed anche a tanta gente che a scuola non ci va piu’.
      Conoscere la nostra storia aiuterà forse gli italiani ad aprirsi ai nuovi arrivati e a dare impulso a quello spirito di integrazione che ci potrà portare tanta ricchezza.


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